“Chiediamo che all’Autorità giudiziaria valuti indagini su ipotesi di reato di uccisione (art. 544-bis c.p.) e maltrattamento (art.544-ter c.p.) di animali connesse alle attività di controllo della fauna selvatica consentite ai Comuni del Lazio. La Regione guidata da Francesco Rocca, infatti, con un Avviso pubblico della Direzione Agricoltura e Sovranità alimentare, caccia e pesca, foreste (si veda Bollettino ufficiale regionale n.49 del 19 giugno 2025) offre ai Comuni laziali un contributo economico non superiore ai 30.000,00 euro per le attività di controllo e gestione delle specie domestiche rinselvatichite, cioè per contenere il numero di specie come bovini, equini e caprini ritenute responsabili di rischi sanitai e danni all’agricoltura. Queste attività non vengono considerate di tipo venatorio e possono essere attuate anche nelle zone vietate alla caccia, comprese le aree protette e le aree urbane, nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto. La cattura delle povere bestie può avvenire tramite reti, recinti o gabbie-trappola, gli animali possono essere uccisi direttamente sul posto, o catturati, anestetizzati e trasferiti alla morte. Queste orribili pratiche sono all’origine di fatti di cronaca riportati dalla stampa dell’Area metropolitana di Roma Capitale, tra i Comuni di Montelanico e Carpineto Romano, dove sono avvenuti numerosi abbattimenti di bovini, colpiti a più riprese da colpi d’arma da fuoco attraverso altri metodi cruenti. Secondo la ricostruzione degli articoli dei quotidiani, le immagini provenienti dal territorio testimoniano di corpi di animali a terra, feriti, colpiti alle zampe e poi finiti all’addome. Tutto questo è davvero inaccettabile, chiediamo che l’autorità giudiziaria intervenga”.
È quanto rende noto il capogruppo di AVS nella commissione Affari costituzionali della Camera Filiberto Zaratti, primo firmatario dell’esposto-denuncia alla Procura di Velletri.
