«Sul ponte non si tratta di cavilli, come vuole far credere Salvini, ma di questioni serie: l’assenza di una gara europea e di un piano economico che consenta allo Stato di rientrare di un finanziamento pubblico del 100%, pari a 15 miliardi di euro.
Siamo davanti a un progetto con numeri privi di qualsiasi base analitica, che ipotizza un incremento del traffico dagli attuali 3 milioni di veicoli all’anno — oggi gestiti dai traghetti — a oltre 30 milioni con il ponte. Dati totalmente irrealistici, se pensiamo che il tunnel della Manica, che collega le due più grandi aree metropolitane d’Europa, Parigi e Londra, registra 10,7 milioni di passeggeri l’anno, di cui appena 3 milioni sono veicoli.
Non è un cavillo neanche il rispetto dei vincoli ambientali europei. Il progetto, infatti, era già stato esaminato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel lontano 1997: un documento che dimostra quanto sia vecchio e superato. Il pilone di Cannitello, per esempio, insiste su una faglia sismica attiva.
Salvini vuole la pubblicazione della delibera CIPESS perché così potranno essere firmati i contratti con Webuild. Ma in quel momento lo Stato non potrà più recedere, se non pagando una penale tra il 10 e il 15% del valore complessivo di 15 miliardi di euro.
Le criticità sollevate dal giudice istruttore della Corte dei Conti sono insuperabili e mettono in luce la spregiudicatezza con cui Salvini usa denaro pubblico: 15 miliardi per il ponte, mentre si tagliano fondi a metropolitane e trasporto pubblico locale.
L’assente ingiustificata è la presidente Meloni, che in qualità di presidente del CIPESS dovrebbe ritirare la delibera in autotutela per evitare un gravissimo danno erariale allo Stato, mentre nello stesso tempo chiede sacrifici economici agli italiani. Per questo invierò una diffida alla presidente del CIPESS, Giorgia Meloni, affinché ritiri in autotutela la delibera sul Ponte sullo Stretto.»
Così in una nota Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
