Scuola. Piccolotti (Avs): Negato il diritto all’educazione sessuale. Con la destra deriva oscurantista della scuola

Incarico:Deputato

Con l’approvazione degli ultimi emendamenti in commissione, la maggioranza è riuscita nell’ardua impresa di peggiorare il provvedimento sul consenso informato del Ministro Valditara negando la possibilità di fare qualsiasi attività didattica e progettuale a scuola sull’educazione sessuo-affettiva anche alle scuole secondarie di primo grado, ovvero le vecchie scuole medie. Siamo di fronte ad una maggioranza ispirata dal fondamentalismo e dall’estremismo religioso che vuole negare ai docenti la possibilità di fare attività progettuali relative all’educazione sessuale e alla conoscenza del proprio corpo.

Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra.

Il provvedimento – continua la deputata rossoverde della commissione cultura di Montecitorio –  ha diversi profili di assoluta gravità: si tratta di un attacco alla laicità della scuola, alla libertà di insegnamento e infine di una gravissima negazione del diritto soggettivo di tutti gli studenti e le studentesse ad avere accesso ad un’istruzione completa e di qualità. Di fatto alle scuole superiori di secondo grado assisteremo a gravi discriminazioni, a studentesse a cui verrà negata la possibilità di partecipare alle attività dedicate al contrasto della violenza e degli stereotipi di genere soltanto perché a decidere saranno non loro, non i docenti, ma genitori che potrebbero aderire a una qualsiasi forma di visione religiosa fondamentalista ed estremista che assegna alle donne un ruolo di subalternità sessuale, familiare e sociale.

Siamo alla totale negazione della funzione emancipatoria dell’educazione e dell’istruzione a favore dell’imposizione di una visione oscurantista che fa fare passi indietro drammatici all’Italia. Che questo avvenga proprio nel giorno in cui è stata uccisa Pamela Genini, solo l’ultima delle decine di donne che ogni anno perdono la vita per mano dei loro compagni e mariti, è l’ennesimo inquietante segnale – conclude Piccolotti – del profondo arretramento culturale del dibattito parlamentare.

Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 15 ottobre 2025