Call center, Ghirra (AVS): ministra Calderone garantisca applicazione contratto telecomunicazioni Interrogazione dopo caso di dumping confermato da Tribunale di Trani

Incarico:Deputato

“Lo scorso 15 settembre il Tribunale del lavoro di Trani ha condannato la società Network Contact per comportamento antisindacale, dopo la decisione unilaterale dell’azienda di applicare il CCNL Bpo (Business Process Outsourcing) in sostituzione del CCNL Tlc (Telecomunicazioni). Denunciamo da mesi che il Bpo è un contratto pirata, sottoscritto da organizzazioni sindacali comparativamente meno rappresentative, gravemente peggiorativo rispetto al Ccnl Tlc già sottoscritto da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom per i diritti dei lavoratori, ma la Ministra non ha mai risposto ai nostri solleciti. Il contratto Bpo prevede, fra l’altro, la riduzione dei permessi retribuiti, l’azzeramento dell’indennità di malattia, il taglio da 180 a 120 giorni del periodo massimo di assenza per malattia oltre il quale scatta il licenziamento, l’eliminazione degli scatti di anzianità automatici, l’eliminazione della clausola sociale nel cambio di appalto, nonché un aumento iniziale di appena 7 euro, mentre la trattativa sul contratto telecomunicazioni propone aumenti tra i 160 e i 260 euro mensili. Una corsa al ribasso che colpisce un comparto con alta presenza femminile, concentrato soprattutto nel Centro-Sud e in aree economicamente fragili, dove gli appalti al massimo ribasso sono la regola. Chiediamo pertanto garanzie di una corretta applicazione del contratto delle comunicazioni per bloccare il dumping contrattuale che riduce i costi a scapito dei diritti, situazione estremamente grave anche perché molte commesse pubbliche vengono gestite da aziende a partecipazione statale. Speravamo che la Ministra Calderone fosse conseguente con le sue dichiarazioni dello scorso aprile, quando riconosceva la necessità di una regolamentazione più chiara sulla rappresentatività sindacale e sulla validità dei contratti collettivi. Ma nulla ha fatto, neanche sollecitare l’approvazione di una proposta di legge che darebbe maggiori garanzie al settore e che è inspiegabilmente arenata da mesi alla Camera. È urgente intervenire per fermare questa pericolosa deriva contrattuale e restituire dignità a migliaia di lavoratrici e lavoratori che tengono in piedi un servizio essenziale per cittadini e imprese”.

Così la capogruppo di AVS nella commissione Attività produttive della Camera Francesca Ghirra che ha presentato una nuova interrogazione alla Ministra del lavoro sul futuro di chi lavora nei call center.