«Non esiste il 6 politico nel nostro Paese e ricordare il ’68, cioè 57 anni fa, è un’operazione che non rispetta l’intelligenza degli italiani. Quello che la premier Meloni non dice è che il suo governo ha tagliato i fondi a scuola e università, rendendo l’accesso all’istruzione sempre più diseguale. Basta pensare ai 400 euro di spesa media per i libri scolastici, insostenibili per tante famiglie, mentre i dati Istat confermano che la povertà educativa colpisce soprattutto i bambini del Sud”.
Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.
“La stessa Meloni, per finanziare armi e Ponte sullo Stretto, ha tagliato 5.660 cattedre e 2.174 posti ATA nel biennio 2026/2027: meno docenti, meno classi, meno opportunità. È il cuore dell’istruzione pubblica a essere colpito.
Meloni ha bisogno di un nemico, ma la realtà è che le sue politiche impoveriscono il Paese e arricchiscono pochi: 62 iper-miliardari possiedono oltre 210 miliardi di euro, mentre 5,7 milioni di italiani vivono in povertà assoluta.
La stessa premier che oggi parla di merito è quella che resta muta di fronte al genocidio in corso a Gaza, dove oltre mezzo milione di persone sono state costrette a fuggire, bambini muoiono sotto le bombe e l’Italia continua a non pretendere un cessate il fuoco immediato. È anche la premier che finge di non vedere la crisi climatica che sta devastando il nostro Paese con alluvioni e siccità, mentre il suo governo continua a negare politiche serie per la riconversione ecologica e per difendere i cittadini dalle catastrofi ambientali.
Il futuro dell’Italia non può essere fatto di meno scuola, più armi e più disuguaglianze. Deve essere fondato su istruzione pubblica, giustizia sociale e difesa dell’ambiente.»
