«La Società Stretto di Messina continua a perculare me e anche gli italiani con mezze verità e unità di misura usate fuori posto usati ma i fatti sono semplici: l’ancoraggio dello spettro di progetto – cioè il valore che conta davvero secondo le normative – per il ponte è fissato a 0,58g, appena superiore allo 0,42g delle NTC18, ma ben lontano dalle reali accelerazioni registrate in terremoti recenti”.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue:
“Quando serve a loro, sbandierano il valore di 1,5g che è il valore allo Stato Limite di Integrità Strutturale, che altro rispetto al
Valore di 0,58g, ma omettono di dire che in eventi veri, come Amatrice 2016, nelle stesse frequenze si sono misurati 2,3g e nel Giappone del 1° gennaio 2024 quasi 12g. Numeri che fanno crollare la favola della “massima cautela” con cui dicono di aver progettato il Ponte.
Questa non è prudenza ingegneristica, è un’operazione di marketing pericolosa, che non affronta adeguatamente il rischio sismico in una delle aree più pericolose del Mediterraneo. E sulla faglia di Cannitello, proprio sotto la torre calabrese, nessuno ha fatto la trincea paleosismologica che servirebbe a capire se è attiva o meno. Non l’hanno fatta e mi domando perché non vogliono farla. E l’INGV con l’attuale presidente su questo tace.
Il Ponte sullo Stretto nasce con 14,5 mld di € di soldi pubblici come finanziamenti che hanno portato al taglio dei fondi per il trasporto pubblico, della manutenzione delle strade e dei forni di sviluppo e coesione per un totale di quasi 8 mld di €.”
