Siamo entrati al Cpr in un giorno buio. Oggi infatti, nonostante la contrarietà del Comune di Torino e le tantissime proteste all’interno e all’esterno, il Centro riapre con attualmente tre aree da 30 posti ciascuna, dopo più di due anni di chiusura. Alle 14.30, ovvero l’ora in cui è finito il nostro sopralluogo, non ci sono ancora persone trattenute. Nonostante la ristrutturazione e la riduzione dei posti letto da 7 a 6 per dormitorio, non rileviamo significativi cambiamenti, se non una minore privacy dovuta alla sostituzione dei vetri oscurati con vetri trasparenti. In ogni area sono stati rimossi i telefoni fissi ed è stata disegnata una zona basket (con canestro) utilizzabile anche per il calcio.
La Cooperativa sociale Sanitalia si è aggiudicata l’appalto da oltre otto milioni di euro con promesse irrealizzabili.Servizi per minori (che invece non possono entrare) con fornitura di materiale scolastico, mediazione linguistica per ‘oltre cento tra lingue e dialetti tribali’, attività svolte ‘tenendo conto del sesso’ (in una struttura per soli uomini), assistenza sociale, attività didattiche e ricreative con tanto di postazioni informatiche. Formule copiate e incollate dal capitolato del Ministero per i servizi di accoglienza delle persone straniere, protocolli fantasma allegati e, soprattutto, dissociazione totale dalla realtà di spaventoso abbandono e degrado di luoghi che offrono condizioni di vita peggiori delle carceri. Terremo il fiato sul collo al nuovo ente gestore, siamo pronti a depositare interrogazioni a ogni livello istituzionale sulla situazione di una struttura che, invece di riaprire, doveva chiudere per sempre” . Lo dichiarano il Vicecapogruppo di AVS alla Camera Marco Grimaldi e la Capogruppo di Sinistra Ecologista al Comune di Torino, Sara Diena, dopo un sopralluogo svolto oggi nel centro
