“Chiediamo un decreto ad hoc che la sospensione della procedura di espulsione dei lavoratori extracomunitari insediati nella Baraccopoli di Borgo Mezzanone, a sud di Foggia, e l’avvio contestuale della procedura di verifica finalizzata al rilascio di permesso umanitario, concesso a tutti quelli che aderiscono alla proposta. In base ad un protocollo del maggio del 2021 firmato dal Ministro dell’Interno, dalla Regione Puglia, dalla provincia e prefettura di Foggia, la Baraccopoli di Borgo Mezzanone, sorta spontaneamente a sud di Foggia, uno dei ghetti più grandi d’Europa, dovrebbe essere sostituito da un Centro adibito all’accoglienza dei richiedenti asilo e da una foresteria per lavoratori stagionali per offrire un alloggio temporaneo e per azioni finalizzate all’integrazione sociale e all’inserimento nel mercato del lavoro regolare. Il comune di Manfredonia e quello di Foggia sono i soggetti attuatori del progetto secondo il quale i nuovi insediamenti saranno distribuiti tra Borgo Mezzanone (Manfredonia) per 1850 posti e Borgo Cervaro (Foggia) per 650 posti. Ebbene, se l’intento è buono sulla carta, ci sono una serie di problematiche sulle modalità di gestione degli interventi – ad oggi non sono ancora iniziati, nonostante la scadenza del finanziamento sia fra un anno e mezzo. Segnalo infatti che nel momento in cui la Polizia farà identificazione dei migranti che vivono nella baraccopoli (azione comunque necessaria per valutare le scelte sulle abitazioni e sui criteri per inserirli nelle abitazioni), si accerteranno diverse situazioni: 1) extracomunitari irregolari sia per scadenza del permesso stagionale, sia per essere in possesso solo del nulla osta all’ingresso in Italia e non il permesso di soggiorno, per mancanza dell’idoneità alloggiativa; 2) extracomunitari regolari che avendo indicato un alloggio non più utilizzato (avendo scelto di vivere nella baraccopoli) diventerebbero irregolari poiché secondo il Testo Unico sull’immigrazione la carenza dell’alloggio idoneo, fa scattare la revoca del permesso di soggiorno per chi è regolare ed impedisce il rilascio di un permesso per gli irregolari. Dunque, senza un intervento ad hoc, il finanziamento per superare l’insediamento abusivo rischia di saltare con gravi conseguenze per le persone e per il territorio nel suo complesso: le aziende agricole, ad esempio, che non troverebbero più manodopera regolare. Chiediamo che il Governo si attivi immediatamente “.
Così Luana Zanella, capogruppo di AVS alla Camera, in una interrogazione ai Ministri del Lavoro e dell’Interno.
