Roma – “Ancora un caso di un braccialetto elettronico che non funziona. A Roma una maestra di 28 anni, stuprata dall’uomo che diceva di amarla, sequestrata e picchiata per mesi, poi stalkerizzata quando l’ha lasciato, oggi ha paura: quell’ uomo da tre anni ha un braccialetto elettronico alla caviglia che tuttavia non funziona, come ha denunciato la vittima e la onlus “Don’t worry” e che la sostiene da tre anni. Abbiamo già sollevato il caso in commissione durante un question time con il ministero dell’Interno: ci è stato risposto che è al lavoro ‘da mesi’ un tavolo per affrontare le criticità. Da parte nostro abbiamo chiesto di vedere il contratto stipulato dallo Stato con FastWeb, il gestore di questi strumenti di controllo, che evidentemente non riesce a garantire una copertura continua al 100%, necessaria per evitare che le vittime di violenza si trovino di fronte i loro persecutori. Ricordo che in ben due casi proprio i due soggetti portatori di braccialetto elettronico non funzionante si sono resi responsabili di femminicidio. Ora apprendiamo del caso di Roma: cosa altro deve accadere prima che il ministro Piantedosi intervenga risolutamente con il gestore per ottenere la piena efficienza del servizio?”. Così Filiberto Zaratti, capogruppo di AVS in commissione Affari costituzionali della Camera, firmatario insieme alla capogruppo Luana Zanella di una interrogazione sul malfunzionamento di braccialetti elettronici.
Giustizia, Zaratti (AVS); a Roma nuovo caso di braccialetto elettronico che non funziona, vogliamo risposte dal Viminale
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