Il lavoratore oggi in Italia è soprattutto una persona che fatica ad arrivare a fine mese perché negli ultimi anni ha perso circa il 7,5% del valore reale della propria retribuzione. Questo dato è centrale: i bassi salari e l’inflazione che ha eroso il potere d’acquisto rappresentano il problema principale.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs ai microfoni di Rai3 nel corso di Agorà.
Sarebbe servito un governo che – prosegue la deputata rossoverde – si ponesse come priorità la crescita dei salari. Non è stato così: i vari decreti del 1° maggio hanno introdotto incentivi simili tra loro, spesso sotto forma di bonus che però non incidono sul nodo fondamentale.
Dall’opposizione sono state avanzate diverse proposte: una riforma del lavoro sul modello spagnolo con la riduzione delle tipologie di contratti precari, l’introduzione del salario minimo, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, anche per affrontare l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione. Tuttavia, a queste proposte è sempre stato risposto negativamente, mentre i problemi restano irrisolti, conclude Piccolotti.
Lo rende noto l’ufficio stampa Roma, 1 maggio 2026
