Ogni volta che una donna subisce violenza, ogni volta che viene ignorato un campanello d’allarme, ogni volta che si ridimensiona la gravità di questi crimini, lo Stato di diritto rinuncia al suo ruolo di tutela e si rende complice. Il dramma vero è questo, per difendere le donne non si è fatto ancora abbastanza, perché continuano ad essere vittime di una cultura patriarcale che genera discriminazione, rapporti di potere asimmetrici, violenza domestica e femminicidi. Perché il patriarcato non è un concetto astratto, come qualcuno vorrebbe far credere, ma una realtà che uccide, che mina la libertà e i diritti di metà della popolazione. E allora, non bastano le leggi se non si investe sulla prevenzione, sull’educazione all’affettività, al rispetto e sull’abbattimento di stereotipi che giustificano violenza e sopraffazione. Dobbiamo cambiare, e dobbiamo farlo adesso. Per Giulia Cecchettin, per Giulia Tramontano e per tutte le donne che non ci sono più, e per quelle che ogni giorno lottano per vivere libere dalla paura.
Lo afferma la senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi.
