Università. De Cristofaro: numero chiuso rimane, bluff del governo Meloni

L’abolizione del numero chiuso per Medicina della destra è solo un’operazione di facciata. Noi siamo da sempre per l’abolizione del numero chiuso perché sbagliato e ingiusto. Invece di investire più soldi, garantire più spazi, lo Stato ha risolto tagliando il numero dei posti. Il nuovo sistema voluto dalla Meloni e dalla Bernini è un bluff perché sposta solo il test di selezione dopo sei mesi dall’inizio del corso. Una tagliola rinviata che non risolve il problema ma lo sposta in avanti. La destra non elimina il problema, lo rimanda e lo complica. L’idea di accogliere tutti per poi escludere la maggior parte degli studenti dopo sei mesi è solo una presa in giro che non garantisce il diritto allo studio sancito dalla Costituzione ma mette in difficoltà quanti vorrebbero studiare medicina e iniziare la professione medica. A peggiorare la situazione il taglio di 513 milioni di euro al Fondo di Funzionamento Ordinario, nonostante le dichiarazioni della Ministra Bernini sull’abbondanza di risorse grazie al PNRR. C’è poi la semplificazione delle norme per le Università telematiche invece di mettere criteri e limiti a questi atenei. Atenei che si stanno espandendo. Il governo non può tagliare i finanziamenti all’università pubblica e agevolare il privato con fini di lucro. Non è accettabile continuare a smantellare il sistema pubblico a favore del mercato e per questo voteremo contro questo provvedimento che non rende libero l’accesso a Medicina e alle professioni sanitarie.

 

Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.