In Sudan si consuma la più grave crisi di sfollamento al mondo: oltre 12 milioni di persone costrette a fuggire, fame diffusa e intere città distrutte. A El Fasher, nel Darfur settentrionale, l’assedio e la presa da parte delle Forze di Supporto Rapido (RSF) ha lasciato centinaia di migliaia di civili senza cibo, acqua o cure mediche. Gli ospedali sono bombardati, i convogli umanitari bloccati da mesi. L’Europa osserva, calcola, tace. Anche dall’Italia nessuna parola.
Lo afferma il responsabile esteri di Sinistra Italiana Giorgio Marasà.
Il Sudan non compare nel dibattito pubblico – prosegue l’esponente di Avs – come se un genocidio lontano non riguardasse le nostre coscienze. Un silenzio intollerabile che abbiamo il dovere di interrompere.
Serve – conclude Marasà – un cessate il fuoco immediato e l’apertura di corridoi umanitari. Non si può più voltare lo sguardo.
