Il bilancio del governo sulla sicurezza sul lavoro è assolutamente fallimentare. Come sono fallimentari le politiche del governo sul lavoro. Chi esce di casa per andare a lavorare deve avere la certezza di farvi ritorno alla sera. La ministra Calderone non ci ha convinto, non ci ha convinto perché non parla mai della responsabilità delle imprese nella sicurezza dei luoghi di lavoro. Non ci ha convinto perché in questi anni sono aumentati lo sfruttamento e il caporalato. Ma, soprattutto, rimane costante il numero dei morti sul lavoro. Un dato drammatico che va assolutamente frenato. I decreti del governo sul lavoro e sulla sicurezza si sono basati prevalentemente sul piano della penalizzazione o sui bonus per le aziende. Invece per combattere gli incidenti sul lavoro va combattuto il lavoro povero, vanno cancellati gli appalti e i subappalti a cascata, va contrastata l’odiosa pratica del caporalato. Va cambiata la legge sull’immigrazione perché produce solo sfruttamento e nuovi schiavi, e va cancellata la precarietà, perché un lavoratore precario è meno libero ed è più soggetto agli incidenti e agli infortuni. Al primo posto di una qualsiasi agenda di governo dovrebbe esserci la difesa e tutela del lavoro e l’incolumità dei lavoratori e delle lavoratrici. Non i bonus o la patente a punti. La sicurezza viene ancora considerata un costo su cui risparmiare e non un investimento. Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro bisogna cambiare di 360 gradi l’impostazione del governo.
Lo afferma il senatore di AVS Tino Magni.
