La destra ha presentato il sesto provvedimento sulla sicurezza senza fare un bilancio dei precedenti cinque. Sei provvedimenti sulla sicurezza sono il fallimento delle politiche securitarie di Meloni, più attenta ad inseguire i fatti di cronaca, che a migliorare la condizione delle città e delle periferie. Quella della destra sono misure inefficaci sul piano della sicurezza e dannose sul piano dei diritti. Troppo facile fare slogan ma, sulla sicurezza gli slogan non servono a nulla se non a racimolare qualche voto. L’utilizzo strumentale dei fatti di cronaca serve soltanto ad alimentare la paura e l’insicurezza. I dati però raccontano altro. Raccontano di una diminuzione dei reati in modo costante negli ultimi trent’anni, salvo una inversione di tendenza da quando governa la destra. Anche il ministro Piantedosi ha dovuto riconoscere che siamo uno dei paesi più sicuri d’Europa. Ma allora perché tanta ostinazione e sei provvedimenti iper-securitari? Perché le forze sovraniste e nazionaliste utilizzano la ‘politica della paura’ per capitalizzare consenso. Amplificare l’allarme sociale su temi come l’immigrazione clandestina, la microcriminalità, i giovani, definiti a volte baby gang e altre maranza, e chi manifesta serve alla destra a sfruttare la polarizzazione per canalizzare l’ansia sociale in voti. I continui ‘annunci’ di nuove normative non risolvono la criminalità reale, ma servono solo come bandiera elettorale. Sono degli irresponsabili e vanno mandati a casa.
Lo afferma il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra al Senato, Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto.
