Il Pnrr aveva indicato una direzione chiara, rafforzare la sanità territoriale, investire nelle Case e negli ospedali di Comunità e costruire un sistema capace di prevenire, prendere in carico i cittadini e filtrare l’accesso ai pronto soccorso. Il disegno di legge delega del governo Meloni sulla riorganizzazione sanitaria è una piramide rovesciata che rischia di indebolire il territorio Se non si parte dalla medicina di base, dalla prevenzione e dalla sanità di prossimità, non si affrontano né le liste d’attesa né l’intasamento dei pronto soccorso. Quale ruolo potranno mai avere le Case di Comunità se mancano di personale e risorse adeguate. La sanità pubblica non si riforma a costo zero. Va portato il finanziamento del comparto sanitario almeno al 7% del PIL. Occorre valorizzare il territorio e il lavoro di chi ogni giorno garantisce cure e assistenza. Investire nella sanità pubblica, nei lavoratori e nelle lavoratrici e rinnovare i contratti attesi da anni. Sosteniamo le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali e della Conferenza delle Regioni e chiediamo il ritiro del provvedimento, per aprire un confronto che rimetta al centro il diritto alla salute e la sanità pubblica.
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.
