Report. De Cristofaro (AVS): garante privacy dovrebbe dimettersi, autorità usata da FdI come arma di pressione politica contro i media

La destra meloniana è ossessionata da Sigfrido Ranucci e dalla sua trasmissione d’inchiesta Report. Trasmissione che ha il gradimento del pubblico ed è una delle poche trasmissioni Rai che fa ancora ascolti a differenza dei tanti flop di TeleMeloni. La destra in tutti i modi cerca di impedire a Ranucci di andare in onda, senza riuscirci. Fratelli d’Italia non vuole i giornalisti scomodi, quelli che indagano e fanno domande, gli vuole mettere il bavaglio, li querela, li diffida. Alla collezione di atti e fatti contro Report, e il suo conduttore Sigfrido Ranucci, si è aggiunto anche l’utilizzo dell’Autorità per la protezione dei dati personali. Un’autorità indipendente, ma ormai dovremmo dire ex autorità indipendente visto come la sta usando per fini politici e personali il componente del collegio Agostino Ghiglia. Uno snaturamento dell’Autorità che mina l’autonomia, l’indipendenza e l’autorevolezza del Garante per la privacy, nata su impulso di Stefano Rodotà di cui ne fu il primo presidente, che dovrebbe portare il Presidente Stanzione, e l’attuale collegio, alle dimissioni perché non più autonomi e indipendenti ma, a quanto sembra, agli ordini di Fratelli d’Italia. Ormai Il Garante della privacy viene usato da Fratelli d’Italia come arma di pressione politica contro i media, prima con la trasmissione Report, e ora contro il quotidiano Il Domani per le sue inchieste sul ministro della Difesa di Fratelli d’Italia Guido Crosetto.

 

Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, componente della commissione di Vigilanza Rai.