I numeri del rapporto Caritas raccontano un Paese più povero e più diseguale. Una responsabilità politica che il governo Meloni non può continuare a nascondere. Dietro la narrazione sull’aumento dell’occupazione si nasconde una realtà ben diversa. Cresce il lavoro povero, aumentano la precarietà e le disuguaglianze, mentre gli stipendi restano fermi al palo. Nella fascia tra i 35 e i 44 anni le persone che, pur lavorando, si trovano in condizioni di povertà sono aumentate di circa il 30% rispetto al 2024. A pagare il prezzo più alto sono i lavoratori, i giovani, le famiglie e una classe media sempre più fragile e impoverita. I salari reali perdono potere d’acquisto, mentre il governo continua a raccontare un Paese che non esiste. Di fronte a una concentrazione della ricchezza sempre più marcata, una patrimoniale sulle grandissime ricchezze è una forma di equità e giustizia fiscale. Non è una misura punitiva chiedere un contributo maggiore a chi possiede grandi patrimoni e ha fatto enormi profitti. In tempi di crisi è un modo per trovare risorse da destinare al lavoro, alla sanità, alla scuola e al welfare. Va contrastata una deriva sociale che sta diventando sempre più evidente: l’impoverimento di larga parte della popolazione e la diseguaglianza. Il paese ha bisogno di salari più alti, lavoro stabile e redistribuzione della ricchezza, non della propaganda del governo Meloni.
Così il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto, intervenendo ad Agorà Estate su Rai3.
