La manovra proposta da Giorgetti e Meloni non piace quasi a nessuno. Ieri nel corso delle audizioni è emerso che dai sindacati, esclusa la Cisl, alla Confindustria passando per l’Ance i giudizi sulla prossima manovra non sono proprio entusiastici. Tutti concordano su una cosa: è una manovra poco incisiva che non risponde ai problemi del paese. La crescita italiana si attesta sullo zero virgola, la produzione industriale è in calo ormai da diversi mesi e il governo non è in grado di ribaltare la situazione anzi la peggiora con tagli a investimenti e servizi. Non va poi assolutamente sottovalutato l’allarme dell’Ance sul possibile aumento del lavoro nero, con possibili aumenti di infortuni sul lavoro, dovuto alla revisione dei bonus edilizi che pesano anche sulle stime di crescita. Il taglio del cuneo fiscale e dell’Irpef poi, rischia di essere vanificato dal taglio delle detrazioni fiscali. Con una mano il governo dà e con l’altra toglie, un vero capolavoro a somma zero.
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni, componente della commissione Bilancio di palazzo Madama.
