La manovra economica del governo Meloni non porta crescita, è una manovra austera che mette a rischio il futuro. Una manovra che non serve al paese e agli italiani. Le audizioni delle parti sociali ci confermano che ci troviamo di fronte ad una manovra da zero virgola e a saldo zero. Una manovra che mette a rischio le prestazioni del welfare, che significa meno sanità, meno istruzione, meno previdenza, meno assistenza alle fasce deboli della popolazione. Quella di Meloni e Giorgetti è una manovra che non restituisce il fiscal drag e non interviene per aumentare le buste paga dei lavoratori, che non difende e non rafforza il potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, che non blocca l’aumento automatico dell’età pensionabile, che non difende l’occupazione e crea nuovo lavoro di qualità. I redditi da lavoro restano più tassati delle rendite e degli extraprofitti, viene cancellata opzione donna e si spendono 23 miliardi in armi. Una manovra di galleggiamento, più attenta alla stabilità e alle agenzie di rating che ai problemi degli italiani e delle italiane. Per uscire dallo zero virgola in cui ci ha cacciato la Meloni, servono scelte coraggiose, salari adeguati automaticamente all’inflazione, pensioni dignitose e investimenti nella sanità. Questa manovra è iniqua e non rilancia il Paese. Un totale fallimento.
