Sono senza vergogna. Il governo Meloni colpisce chi ha lavorato una vita. La manovra è un vergognoso attacco frontale ai diritti dei lavoratori e alle lavoratrici. Avevano promesso l’abolizione della legge Fornero e invece aumentano l’età pensionabile. E non lo fanno con un provvedimento specifico, dopo un confronto con i rappresentanti dei lavoratori, lo fanno con un maxiemendamento alla manovra. Un vero e proprio colpo di mano che renderà il sistema più rigido e più ingiusto. Sono bravi a fare propaganda, ma sono pessimi al governo. Il vicepresidente del Consiglio Salvini che dice? Da anni chiede di rivedere le norme sull’uscita anticipata e ora assiste in silenzio al colpo di mano del governo. Costringere milioni di lavoratrici e lavoratori a lavorare più a lungo, con meno tutele e con assegni pensionistici più bassi, è da pazzi. A pagare il prezzo più alto saranno soprattutto i giovani, che infatti scappano a gambe levate, e chi ha carriere spezzate. L’aumento di tre mesi dell’età di pensionamento e l’aumento della finestra mobile per i pensionamenti anticipati con una forte penalizzazione per chi riscatta gli studi universitari, non è nell’interesse dei lavoratori, serve solo a fare cassa. Non si possono cambiare le regole in questo modo. Spostare sempre più in là il traguardo pensionistico equivale a negare il diritto ad una pensione dignitosa dopo una vita di lavoro.
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.
