Legge Elettorale. Fratoianni (Avs), nessun dialogo, non ci sono le condizioni. Quella della destra è una forzatura, cercano una scialuppa di salvataggio per la crisi che stanno attraversando

Non devono accusare le opposizioni di non aver voluto dialogare quando hanno scelto con tutta evidenza di fare una forzatura, comincino a togliere di mezzo il premierato se vogliono davvero un confronto. E poi vorrei dire a Donzelli che afferma che bisogna far presto perché la legge elettorale non si può approvare nell’ultimo anno che siamo già nell’ultimo anno, di che parla? Sembra francamente una presa in giro. O meglio un tentativo della maggioranza di destra di costruire attraverso la legge elettorale una scialuppa di salvataggio per la crisi che stanno attraversando. Trovo assurdo che di fronte alla situazione del Paese vogliano inchiodare il Parlamento a al confronto, discutere di legge elettorale invece che su problemi urgenti.

Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un’intervista a La Stampa.

La destra ci accusa di voler tenere una legge che rende probabile il pareggio? Io non voglio assolutamente il pareggio – prosegue il leader rossoverde – io voglio vincere le elezioni. E poi hanno presentato una legge che ha molti profili di incostituzionalità, con un enorme premio di maggioranza, è una riedizione del premierato.

In questo momento non ci sono le condizioni per aprire una discussione: segnalo alla destra, che prova a raccontare di una loro grande disponibilità, che in questi anni la loro apertura non si è mai vista su nessuna legge che non fosse una qualche giornata nazionale. In questi anni hanno reso il Parlamento un mero luogo di ratifica. Davvero un po’ grottesco questo appello all’unità.

Il governo Meloni si avvia a diventare il governo più longevo? Ma la longevità – conclude Fratoianni – non è necessariamente un bene: se non si affrontano i problemi del Paese mi viene da dire che forse era meglio se durava meno. Anzi si dimettano e ci facciano votare. C’è una coalizione delle opposizioni che in modo sempre più netto lavora per offrire un’alternativa a questo Paese. Un lavoro che facciamo quotidianamente e che dovremo fare in modo più deciso nelle prossime settimane e mesi perché l’alternativa va costruita e resa credibile il prima possibile, come facciamo già in molti comuni, dobbiamo farlo ancora di più e meglio a livello nazionale.