Lavoro. Magni (AVS): la Ue bacchetta il governo Meloni su lavoro, necessarie riforme per lavoro stabile e salari più alti

La Ue bacchetta il governo Meloni sul lavoro. Le raccomandazioni della Commissione sul lavoro, contenute nel Pacchetto di Primavera del Semestre Europeo, chiedono al governo di intervenire per ridurre la burocrazia sul lavoro, rafforzare la contrattazione collettiva, contrastare il lavoro sommerso, per un’occupazione stabile e sicura e per misure che blocchino il forte calo dei salari reali. Bruxelles chiede all’Italia di approvare riforme in grado di sbloccare la crescita salariale attualmente ferma e sostenere la crescita economica con particolare attenzione alle giovani generazioni. L’Ue è preoccupata da un paese che cresce poco, che si indebita sempre di più, che ha retribuzioni reali ferme da oltre trent’anni, con un potere d’acquisto sotto alla media Ue e che sul lavoro penalizza i giovani, le donne e i migranti. In questi anni la destra ha detto no al salario minimo, no al recupero automatico dell’inflazione, no a misure contro la precarietà. La propaganda governativa ci racconta di un fantomatico record occupazionale, quando in realtà l’aumento è legato al progressivo innalzamento dell’età pensionabile e riguarda prevalentemente la fascia degli over 50.  In Italia il problema dei bassi salari, della precarietà, del lavoro sommerso e dello sfruttamento sono purtroppo un dato strutturale che il governo Meloni si è guardato bene dall’affrontare.

Lo afferma il senatore di AVS Tino Magni.