Siamo qui a questa manifestazione dei lavoratori dell’Electrolux perché è importante essere in tutte le faglie di crisi del nostro sistema industriale. E a testimoniare il nostro sostegno più convinto a questa lotta che dura da mesi, ricordo che ero davanti ai cancelli dello stabilimento di Susegana il 15 maggio, esattamente 4 mesi fa.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti giungendo a Cerreto d’Esi al corteo dei lavoratori del gruppo Electrolux.
Il sistema industriale del nostro Paese si avvia verso la desertificazione, ma è una desertificazione non dettata dal mercato, in questo caso Electrolux non è in crisi, ma dettata da dinamiche speculative. Siamo di fronte a una classica delocalizzazione produttiva: le cappe di Cerreto se ne vanno in Polonia, i frigoriferi se ne vanno in Cina e cosi via. La verità è che siamo di fronte a un modello economico nel quale il profitto si mangia quotidianamente l’economia reale, nel quale la finanziarizzazione e meccanismi speculativi si mangiano l’economia reale e si mangiano il futuro di interi territori perché chiudere questi stabilimenti significa condannare al declino intere aree di questo paese oltre a condannare la disperazionemigliaia di persone, migliaia di famiglie di questo paese che con il loro lavoro lo mandano avanti tutti i giorni.
La cosa più incredibile è che qui non dovrebbe esserci solo l’opposizione in piazzadovrebbe esserci il governo.
La domanda che continuiamo a farci e a fare è : dov’è il ministro Urso? aveva definito dopo il 25 maggio il piano industriale di elettro inaccettabile, c’è stata una piccola rimodulazione oggi però è scomparso e il futuro di questi lavoratori di queste lavoratrici è esattamente precario come allora chiediamo una risposta al governo questo dovrebbe fare una risposta che non sia sempre e solo la ricerca di un tampone, ma la definizione di un piano industriale, di politiche energetiche in grado di abbassare il costo dell’energia per le famiglie e per le imprese. Su tutto questo siamo di fronte al deserto ed è drammatico
