Israele. Fratoianni (Avs), il governo italiano organizza rassegna di film del cinema italiano in Israele. Vogliono far rilassare Ben Givr o Smotrich dopo le loro fatiche? Vogliono pure portare un po’ di popcorn a Netanyahu? Il cinema italiano non si può permettere di diventare complice della propaganda dei criminali di guerra

Oltre al cinema italiano, a Netanyahu vogliono portargli pure i pop-corn? Mentre sono mesi che lavoriamo senza sosta per raccogliere le firme per interrompere i rapporti tra Unione Europea ed Israele, apprendiamo con sconcerto da una comunicazione di Venice4palestine , che la Cinecittà del governo Meloni rende una delle industrie culturali più importanti del nostro Paese complice della propaganda e del genocidio portando i film italiani in Israele per una rassegna finanziata e promossa dagli istituti italiani di cultura di Tel Aviv e di Haifa in collaborazione con Cinecittà. 
Lo scrive Nicola Fratoianni di Avs in un post su Facebook.
Certo, qualcuno potrebbe pensare che Ben Gvir e Smotrich dopo una dura giornata di lavoro abbiano diritto di rilassarsi e arricchirsi culturalmente con i film dei nostri autori – prosegue il leader rossoverde – ma in realtà quello che sta succedendo, è che il governo italiano sta rendendo a loro insaputa Sorrentino, Michieletto, Martone e tutti gli artisti coinvolti, complici di una propaganda che mira a normalizzare questa atrocità. 
Comprendiamo ovviamente l’importanza e l’autonomia della cultura e degli operatori culturali, ma ci sono particolari momenti della storia dei popoli in cui è necessario interrompere il normale corso degli eventi, per evitare che tutto venga considerato “normale”. 
Nulla è normale in un genocidio – conclude Fratoianni – e nella sua costruzione. E tocca a noi, con ogni strumento di cui disponiamo, evidenziarlo. L’arte e il cinema non possono rischiare di essere il sollazzo degli autori del genocidio.
Noi continueremo a lottare affinché tutti i rapporti tra Israele ed Unione Europea vengano rescissi. Non vogliamo essere complici e vogliamo dirlo tutti insieme il 27 maggio alla città dell’altra economia a Roma, dalle ore 18 con l’evento Justice For Palestine. Non ci fermiamo.