Iran. Interrogazione Avs al governo su utilizzo basi Sigonella e Aviano per attività nell’area del Golfo.

Vogliamo sapere dal governo se viene confermata  la notizia riguardo all’utilizzo delle basi di Sigonella e Aviano in questi giorni da velivoli diretti per azioni   nell’area del Golfo e dell’Iran

E se intendano, con urgenza, comunicare al Parlamento ogni determinazione del Governo in ordine all’ autorizzazione e all’utilizzo delle basi militari presenti su territorio italiano e all’eventuale partecipazione diretta o indiretta dell’Italia a operazioni militari nell’area del Golfo.

È quanto chiede Avs, primo firmatario Nicola Fratoianni, in un’interrogazione parlamentare alla presidente del consiglio e al ministro della Difesa. 

Nell’interrogazione si ricorda che il governo spagnolo guidato da Sanchez, nel respingere l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele, ma anche le azioni del regime iraniano e della Guardia Rivoluzionaria, ha deciso di non concedere supporto operativo con conseguenze dirette sulle basi di Moron (Siviglia) e Rota (Cadice), dove erano schierati aerei statunitensi KC-135. La ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles ha dichiarato che la Spagna non ha fornito alcun tipo di assistenza all’attacco contro l’Iran. Il trattato di cooperazione con Washington, ha aggiunto, «deve operare nell’ambito della legalitàinternazionale» e, in assenza di una risoluzione di un organismo multilaterale come Onu, Nato o Ue, «non è applicabile»;

nelle Comunicazioni rese alla Camera il 23 giugno 2025 la Presidente del Consiglio, a seguito del primo attacco USA all’Iran, affermava che non è stato chiesto l’uso delle basi statunitensi in Italia, che, chiaramente, potranno essere utilizzate solo con un’autorizzazione del governo italiano e in ogni caso garantiva che una decisione del genere avrebbe avuto un passaggio parlamentare; a margine della sua audizione del 2 marzo il Ministro, in riferimento all’uso delle basi americane presenti sul territorio nazionale, ha ribadito che gli Usa “per le operazioni cinetiche devono chiederci l’autorizzazione”, affermando che non è ancora arrivata alcuna richiesta;

in una successiva dichiarazione, il Ministro ribadiva quanto già affermato che l’utilizzo delle basi militari sul territorio nazionale, specie quelle Usa, avviene in aderenza ad accordi quali il Nato Sofa del 1951, il Bilateral Infrastructure Agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995, i quali seppur secretati impegnano notoriamente il governo degli Stati Uniti ad utilizzare le installazioni concordate esclusivamente per l’adempimento delle proprie responsabilità NATO e, in ogni caso, a non utilizzarle per scopi bellici se non in conformità con le disposizioni NATO o in accordo con il governo italiano, circostanza che appare

confermata dalle dichiarazione della Presidente del Consiglio e del Ministro circa la necessità di una esplicita autorizzazione;

da fonti di stampa si apprende che il 28 febbraio un velivolo da pattugliamento aeronavale Boeing P8A “Poseidon” in dotazione alla Marina Militare degli Stati Uniti sarebbe decollato da Sigonella per dirigersi verso il Mediterraneo orientale. Sempre fonti di stampa comunicano che il 3 marzo da Aviano sarebbe partito un Galaxy C5-M diretto alla penisola del Golfo mediorientale e che sarebbe stato il secondo in poche ore. L’aereo proveniva dalla base USAF di Al Udeid nel Qatar. Il velivolo appartiene alla sezione Travis del trasporto aereo militare americano con base nella strategica installazione dell’U.S. Air Force situata a Fairfield, California, gestita dall’Air Mobility Command. Nella ricostruzione si legge che “anche questo volo come quello di lunedì sempre da Aviano, dopo aver sorvolato le coste egiziane ha disattivato il sistema di tracciamento radar evitando così di tracciare il volo fin sulla base di atterraggio ma non è escluso che sia atterrato in Qatar”