Nelle circa tre milioni di pagine che sono state rese pubbliche e relative al «caso Epstein», il nome del Vicepresidente del Consiglio, nonché Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, compare 89 volte.
Vogliamo quindi sapere se la Presidenza del Consiglio non ritenga che le comunicazioni di Steve Bannon con Epstein circa il suo rapporto con Salvini esibiscano una indiscutibile ingerenza di centri politici e di potere di un paese straniero, gli Stati Uniti, nella politica nazionale ed europea; se non ritenga altresì che l’ingerenza di tali centri, molto vicini all’attuale Presidente degli Stati Uniti Trump, miri a limitare la sovranità nazionale italiana, l’autonomia strategica e la sovranità dell’Unione europea.
Vogliamo inoltre sapere se la Presidenza del Consiglio e il governo non ritengano doveroso un chiarimento urgente, con opportune e documentate smentite alle circostanziate affermazioni di Bannon, essendo peraltro Salvini Vicepresidente del Consiglio nonché Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
Sono le domande che i deputati e le deputate di Avs, prima firmataria Elisabetta Piccolotti, pongono al governo in un’interrogazione al Governo Meloni.
Nell’interrogazione si ricorda che in uno scambio mail del 5 marzo 2019 tra Epstein e Steve Bannon, tra i maggiori protagonisti dell’estrema destra americana, membro del consiglio di amministrazione di Cambridge analytica, animatore del movimento Maga e collaboratore a più riprese del Presidente Trump, Bannón dichiara: «sono concentrato a raccogliere fondi per Le Pen e Salvini così possono candidarsi con liste complete». Tre mesi più tardi alle elezioni europee, la Lega di Salvini, con un programma politico sovranista e ostile al rafforzamento politico ed economico dell’Unione europea, raggiunse il 34,26 % dei consensi.
L’8 marzo 2018, quattro giorni dopo le elezioni politiche in Italia, mentre si affannano le trattative per la formazione delle alleanze, Bannon scrive a Epstein: «Sto andando a Milano proprio ora per una riunione con Salvini. Sembra che stasera Grillo e domani Roma e Berlusconi e 5 stelle». Il 10 marzoaggiunge: «Sono advisor per il Front [National]; Salvini/la Lega; AfD; Orban; Farage». Attività di consulenza rivolta alle forze politiche anti-europeiste e di estrema destra, in particolare in vista delle elezioni europee del 2019. Scrive in merito Bannon: «Possiamo andare da 92 seggi a 200 – fermare qualunque legislazione sulle criptovalute o qualunque altra cosa vogliamo». Oggi che il tema delle criptovalute sta al centro dell’iniziativa politica di Trump, con il suo Genius Act e il tentativo di dollarizzare l’economia europea attraverso le stablecoin, le parole di Bannon suonano ancora più profetiche e funeste.
Secondo fonti di stampa, all’incontro dell’8 marzo 2018 partecipano tra gli altri anche l’attuale Ministro dell’istruzione e del merito Valditara e Armando Siri, dal giugno del 2018 al maggio 2019 Sottosegretario di Stato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Nello stesso periodo, Bannon incontra la leader di AfD, Alice Weidel, e quella del Front National, Marine Le Pen. Dopo l’uscita dalla Casa Bianca (agli inizi della prima amministrazione Trump, è membro del Consiglio per la sicurezza nazionale), Bannon è pubblicamente impegnato nella costruzione di una rete sovranista e populista nel Vecchio continente, The Movement, esplicitamente euroscettica.
Il 7 settembre, Bannon e Salvini si incontrano a Roma. Il giorno dopo, Epstein scrive a Bannon: «Speriamo che tu sia seduto sulle ginocchia di Salvini». Bannon replica: «Al contrario»
