Ancora una volta il governo Meloni emana un decreto privo dei requisiti di necessità e urgenza. Un decreto che segue gli altri già approvati che non serve alla sicurezza dei cittadini ma solo alla propaganda della destra. Ma l’aspetto davvero grave sono i contenuti del Dl Sicurezza. Un provvedimento che affronta solo ed esclusivamente dal punto di vista securitario fenomeni complessi e che punta solo a punire il dissenso, il diritto a manifestare. Norme gravissime che incidono direttamente sulle libertà costituzionali, introducendo un’idea pericolosa e cioè che diritti fondamentali come manifestare, riunirsi ed esprimere dissenso non siano più pienamente garantiti, ma subordinati alla discrezionalità dell’autorità di pubblica sicurezza. Si tratta di una torsione culturale grave. Questo provvedimento va fermato. In particolare sono gravi le norme sull’introduzione del fermo preventivo fino a dodici ore in assenza di reato, l’impianto punitivo delle nuove disposizioni sulle manifestazioni pubbliche, l’estensione delle cosiddette zone rosse sulla base di criteri vaghi e discrezionali e l’ampliamento dell’arresto in flagranza differita, che rafforza i poteri di intervento senza adeguate garanzie. Si mette in discussione l’equilibrio costituzionale indebolendo principi fondamentali come la presunzione di innocenza e l’uguaglianza. Le garanzie costituzionali possono essere ridotte. La sicurezza non si costruisce mettendo la paura al posto dei diritti.
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.
