Dl lavoro. Magni (AVS): un decretino che non affronta l’emergenza dei bassi salari

Alleanza Verdi e Sinistra vota contro il decreto lavoro perché non affronta la vera emergenza del lavoro in Italia. La destra non propone nessuna misura capace di aumentare le retribuzioni, contrastare il lavoro povero e ridurre la precarietà che colpisce milioni di lavoratrici e lavoratori. Siamo tra i Paesi europei che hanno registrato la più lunga stagnazione salariale e negli ultimi anni il costo della vita è cresciuto rapidamente, mentre il potere d’acquisto dei redditi da lavoro si è progressivamente ridotto. Ci saremmo aspettati un intervento coraggioso e strutturale, non certo un decretino. Il tanto sbandierato aumento dell’occupazione c’è stato, ma nel frattempo i salari sono diminuiti. Il governo, come sempre quando c’è da scegliere, anche questa volta ha scelto le imprese, a cui dà sgravi contributivi, e non i lavoratori. Si finanziano incentivi temporanei, ma non si investe sulla strategia industriale e sulla qualità dell’occupazione. Ma il punto rimane la questione salariale. Limitarsi, come fa il decreto, a richiamare i contratti maggiormente rappresentativi, senza nessuna soglia, lascia irrisolto il problema di chi oggi percepisce salari insufficienti a condurre una vita dignitosa. Anche il meccanismo previsto per i rinnovi contrattuali è debole, il recupero dell’inflazione è soltanto parziale e non protegge adeguatamente i lavoratori dall’aumento del costo della vita. Dopo anni in cui famiglie e lavoratori hanno visto erodere il potere d’acquisto, serviva una scelta molto più netta. I lavoratori oltre al salario giusto hanno anche bisogno di un orario giusto, ed è per questo che abbiamo presentato le proposte sul salario minimo, sulla riduzione dell’orario di lavoro e sul recupero dell’inflazione. Alla propaganda governativa rispondiamo con atti e proposte concrete.

 

Lo afferma in Aula il senatore di AVS Tino Magni.