Dl lavoro. De Cristofaro (AVS): Governo Meloni sempre dalla parte degli sfruttatori 

Quando si tratta di scegliere tra sfruttatori e lavoratori sfruttati, il governo Meloni non ha mai dubbi: sta sempre dalla parte degli sfruttatori. E anche stavolta con il solito gioco delle tre carte. I contratti pirata cancellati dal decreto Primo Maggio ritornano grazie a un emendamento che li rende apparentemente più presentabili. Il trucco è semplice: si mettono insieme stipendio, buoni pasto, bonus, welfare aziendale e altri benefit, fino a far sembrare ‘giusto’ anche un contratto che in realtà resta più debole dei contratti veri. Un gioco di prestigio. Ma chi lavora ha bisogno di soldi veri in busta paga, contributi, ferie, malattia, tutele. Non di formule costruite per far tornare i conti sulla carta e abbassare il costo del lavoro. E non basta. Nel decreto si vuole anche allungare da 24 a 36 mesi il lavoro in somministrazione presso lo stesso datore di lavoro. Tradotto: una persona può restare precaria ancora più a lungo, nello stesso posto, facendo magari lo stesso lavoro, ma senza la stabilità che meriterebbe. Vengono indebolite persino alcune norme contro lo sfruttamento dei lavoratori delle piattaforme, quelli comandati ogni giorno da app, algoritmi, punteggi e turni decisi da sistemi opachi. Questo non è salario giusto. È lavoro più povero, più precario, più ricattabile. Noi stiamo dall’altra parte: dalla parte dei contratti veri, dei salari dignitosi e di chi ogni giorno lavora senza chiedere favori, ma rispetto.

Lo scrive sui social il capogruppo di AVS Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.