Domani e dopodomani al vertice Nato di Ankara il governo italiano ribadirà l’impegno a portare le spese militari, per la sicurezza e la difesa al 5% del PIL. La destra impegnerà l’Italia all’acquisto di armi per decine di miliardi di euro per 10 anni. Un modo per sottostare alle pressioni americane e cercare di calmare Donald Trump, visto che alla fine compreremo armi americane. Questo incremento esponenziale delle spese militari, prevalentemente fatto a debito, drenerà fondi indispensabili dalla sanità pubblica, dalla scuola, dal welfare. Una cosa pazzesca mentre il paese è immobile, la produzione industriale è ferma, e gli stipendi degli italiani sono sempre più bassi. Il governo fermi la corsa al riarmo, rispedisca al mittente l’obiettivo del 5% del PIL imposto da Trump e usi queste risorse per combattere la crescente disuguaglianza sociale, per contrastare la povertà energetica, per promuovere misure di adattamento alla crisi climatica e per la transizione energetica. Le spese in armamenti e in sistemi di difesa sono contro i lavoratori e i cittadini. AVS è contro il riarmo Nato e contro il riarmo europeo. La pace e la sicurezza non si ottengono aumentando le spese militari o militarizzando i paesi europei.
Lo rende noto l’ufficio stampa gruppo Misto Alleanza Verdi e Sinistra di palazzo Madama.
