Cuba. Fratoianni (Avs), la drammatica crisi economica ed umanitaria di Cuba provocata da Trump al centro del question time di Montecitorio mercoledì pomeriggio

Vogliamo sapere dal ministro degli esteri quali immediate azioni diplomatiche nei confronti degli Usa intenda mettere in atto per porre fine alla crisi umanitaria in corso a Cuba e quali urgenti interventi di cooperazione a sostegno della popolazione intenda attivare, necessari a tutelare i diritti fondamentali del popolo cubano e il rispetto del diritto internazionale, nonché anche a favorire la stabilità della regione latino-americana.

È la domanda che Nicola Fratoianni di Avs porrà domani pomeriggio al governo nell’aula di Montecitorio nel corso del question time.

Negli ultimi mesi il governo Trump  – si legge nell’interrogazione – ha aumentato la pressione economica su Cuba, impedendo l’arrivo sull’isola di risorse di vario tipo e soprattutto del petrolio;ml’amministrazione statunitense ha intensificato una strategia di pressione politica attraverso lo sfinimento economico, definendo il Governo cubano una minaccia per la sicurezza degli Usa;

Tutto ciò , insieme alle minacce di dazi del presidente Trump contro i Paesi che riforniscono Cuba di petrolio, ha generato una scarsità di risorse energetiche. La mancanza di carburante ha prodotto, tra le altre, conseguenze come: assenza di rifornimento anche per le compagnie aeree internazionali, disagi ai trasporti pubblici e ai presidi sanitari, rallentamento del trasporto agricolo di merci e dunque anche di cibo e beni di prima necessità, disagi per le telecomunicazioni, che impattano la vita quotidiana dei cittadini e dei lavoratori; nelle ultime settimane i blackout e interruzioni della rete elettrica nazionale sono sempre più frequenti e durano spesso fino a 24 ore ed oltre. 

L’Onu parla ormai apertamente di crisi umanitaria: oltre 96mila interventi chirurgici sono attualmente in attesa, tra cui circa 11mila pediatrici. Anche il programma nazionale di vaccinazione ha subito ritardi significativi, mentre circa un milione di persone dipende ormai dal trasporto di acqua tramite autobotti, un servizio reso sempre più difficile proprio dalla mancanza di diesel. Testimonianze dirette dall’isola parlano di mancanza di medicinali e beni di prima necessità, oltre che carenza di cibo.