Negli ultimi tre anni questo governo ha progressivamente indebolito il sistema di sostegno pubblico al cinema e all’audiovisivo. Lo ha fatto con tagli, decreti, regole che penalizzano i piccoli produttori indipendenti per favorire le grandi imprese cinematografiche straniere. Il governo ha così deciso di finanziare quei film che non ne avevano bisogno.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verde e Sinistra intervenendo nell’Aula di Montecitorio.
Questa ostilità verso il mondo del cinema indipendente – continua la deputata rossoverde della commissione cultura di Montecitorio – non nasce solo da una certa idea economicista e commerciale della cultura, nasce soprattutto da ragioni di potere perché il cinema italiano nella sua storia ha esercitato una funzione critica ha dato voce conflitti sociali. Ha raccontato le periferie, le diseguaglianze, i diritti negati ed è stato, nel senso più alto e nobile del termine, uno sguardo di parte: in molte occasioni la parte dei più deboli degli invisibili. La destra ha costruito una narrazione comoda e falsa: il cinema è di sinistra e quindi va punito, è un’élite quindi va mortificata.
Con la nostra mozione abbiamo chiesto un cambio di rotta: portare la dotazione del fondo cinema a un miliardo di euro in tre anni; sbloccare subito il rinnovo del contratto nazionale, riformare davvero, e in meglio, il tax credit e avviare una promozione del pubblico giovani con biglietti a 3 euro e 50 per studenti e under 30. È nostro dovere e dovere del Parlamento restituire al cinema italiano la sua forza: una forma alta di politica e di democrazia a cui – conclude Piccolotti – non dobbiamo in nessun modo sottrarci.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 7 ottobre 2025
