Il campo dell’opposizione progressista è largo, lo resta e probabilmente crescerà ancora per dimensioni e massa critica, e non si è affatto ristretto: c’è un’alleanza tra Avs, PD e M5S che è stata costruita in questi anni sulla base di una larga convergenza sulla stragrande maggioranza di temi e questioni.
Lo confermano le proposte di legge presentate in Parlamento, le battaglie parlamentari comuni, esiste insomma l’articolazione di una proposta politica in grado di dare un’alternativa ad un Paese che, giorno dopo giorno, perde speranze su troppe cose. Purtroppo, la destra che governa l’Italia da 4 anni non solo non offre risposte adeguate sull’emergenza sociale del paese, dagli stipendi che restano fermi, all’inflazione che cresce, alla crisi climatica che ormai è esplosiva. Dice no al salario minimo, dice no alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, dice no alla necessità di tornare ad agganciare automaticamente gli stipendi all’inflazione. Nega perfino una crisi climatica come quella che abbiamo davanti, arrivando ad accusare l’ecologisti per un eccesso ideologico che non esiste.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un’ampia intervista al Corriere dell’Umbria.
La mia cultura politica mi insegna poi – prosegue il leader rossoverde – a non mettere veti, insegna anche però che quando vuoi affrontare una destra come quella che abbiamo di fronte, costruire un’alternativa significa anche non solo costruire un’alleanza, ma mettere in campo una proposta politica che sia esplicitamente chiaramente riconoscibile come un’alternativa.
Noi siamo pronti a discutere con tutti, ma con l’idea con la chiarezza che fare una coalizione ancora più larga non significa annacquare la proposta politica o rinunciare ad indicare proposte.
Dall’area di centro, aspettiamo – conclude Fratoianni – che ci arrivi almeno un indirizzo per recapitare un invito per aprire una discussione, perché lì c’è una frammentazione evidente che ad oggi fatica a trovare una convergenza ad offrire appunto una proposta con la quale sia possibile avviare un’interlocuzione. Non voglio dar lezione a nessuno, ognuno deve guardare innanzitutto a casa sua, ma è evidente che quando avremo un indirizzo dove inoltrare un invito sarà più facile.
