Io invoco disperatamente una cosa come un’urgenza per questo Paese, proviamo a guardarci negli occhi : siamo a settembre del 2026, tra qualche mese andiamo alle elezioni, oggi o diamo una sveglia e siamo in grado di presentare una proposta capace di raccontare agli italiani che se vinciamo noi cambiano le cose oppure il rischio concreto, diciamoci le cose come stanno, è che mentre si discute su chi deve andare a Palazzo Chigi torna alla fine Giorgia Meloni. E sarebbe un bel disastro.
Sono uno di quelli che da mesi va girando per l’Italia a dire occhio che così non va bene.
C’è stata con la vittoria costituzionale al referendum sulla giustizia un’onda di entusiasmo e un’onda di partecipazione persino inaspettata, e un minuto dopo si è cominciato a discutere di chi deve comandare.
Lo ha affermato ieri sera Nicola Fratoianni di Avs dal palco di Reggio Emilia della festa nazionale del Pd nel corso del confronto con Franco Gabrielli.
E sia chiaro, – prosegue il leader rossoverde – non ce l’ho nè con Conte nè con Schlein, ci mancherebbe: sono i miei alleati principali, perché Conte è un alleato decisivo senza non si può vincere, perché senza il PD si può vincere ma anche senza Avs non si può vincere. Quando dico che questo dibattito sulle primarie è surreale lo dico perché sono preoccupato per come si è sviluppato il confronto completamente a prescindere da una discussione sul merito, sull’idea di Paese e di alternativa alla destra che vogliamo proporre agli italiani.
La propaganda cattiva delle destre neofasciste ha una prateria davanti e noi – conclude Fratoianni – quella prateria la dobbiamo chiudere, la dobbiamo occupare con un’alternativa di società. Non è impossibile farlo si tratta di scegliere da che parte stare.
