Centrosinistra. Fratoianni (Avs), campo largo? È una definizione geografica, agli italiani dobbiamo far sapere che direzione prendiamo e che cosa vogliamo fare. Di fronte a una destra simile, non mettiamo veti, ma un giudizio sulle scelte che si fanno e sulle risposte alle emergenze sociali del Paese

 

«Non mi piace  tanto la definizione di Campo Largo, perché è una definizione geografica. In politica, significa dire da dove parti ma non la direzione che stai prendendo. Preferisco altre definizioni Campo progressista, dell’alternativa, quello giusto… Le definizioni si sono sprecate. 

Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un’intervista a Il Centro.

E sarebbe sciocco, nel mondo che abbiamo di fronte, mettersi a distribuire veti. Peraltro, – prosegue il leader di SI – io e Angelo Bonelli siamo persone che spesso i veti li hanno subiti: non ci piacciono. Per tanto tempo ci hanno detto che non eravamo benvenuti perché eravamo dei pericolosi estremisti. Ma vuole sapere la verità?. Il fatto è che noi non ci rassegniamo alla politica del pragmatismo – uno dei disastri degli ultimi decenni – ma abbiamo l’ambizione della trasformazione. Ripeto: non metto veti. Posso, invece, fare un giudizio sulle scelte. E sento Renzi che a parole è determinatissimo a contribuire alla sconfitta di Meloni e che con le sue ultime scelte in Parlamento sembra andare in questa direzione. Mentre Calenda mi pare che sbandi sempre di più verso l’altra corsia. Ma bisogna stare attenti ad andare contromano: non è salutare. Il problema di Calenda è che ha fatto della lotta al populismo il suo programma. Per lui sono tutti populisti: dice che non potrebbe stare con Conte, me e Bonelli, ma anche con Salvini e Vannacci. 

Ma la politica – conclude Fratoianni – non è mai neutrale. Nemmeno la vita lo è. In ogni campo facciamo delle scelte sulle quali basiamo le nostre priorità e per noi oggi le priorità sono il salario minimo, la riduzione del lavoro a parità di salario e il ritorno della scala mobile per agganciare gli stipendi dei cittadini all’inflazione, perché l’inflazione ha continuato a crescere e la povertà è aumentata».