Sono morti 4 lavoratori in Calabria, bruciati vivi: perché chiedevano diritti, un giusto contratto e una giusta retribuzione. In una parola, dignità.
Fa inorridire il silenzio della Ministra del Lavoro (inesistente come sempre) e ancora di più quello della Presidente del Consiglio, che ha tempo di parlare di qualunque cosa, ma su queste vicende tace. Perché così non se ne parla.
Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Avs.
Forse dalle parti di Palazzo Chigi – prosegue il leader rossoverde – pensano che siccome i lavoratori non sono di nazionalità italiana la vicenda non ci riguardi? Non mi stupirebbe se lo pensassero. Ma in realtà la strage di Amendolara ci riguarda eccome. E non solo perché tutto questo accade su suolo italiano. Ma anche perché i padroni che sfruttano e si avvantaggiano del caporalato e della schiavitù sono italiani. Stanno in Calabria, come in Friuli, in Piemonte, come nel Lazio e nelle altre regioni del nostro Paese.
E Il sistema di sfruttamento non riguarda solo l’agricoltura. Sta nella logistica, nel settore della moda, nel food delivery, nel turismo, nei servizi, nell’edilizia. Ci sono milioni di persone in Italia che mandano avanti il Paese e non hanno dignità.
E la responsabilità – aggiunge Fratoianni – è anche di chi governa e non interviene. Non interviene sulle politiche di ingresso con i decreti flussi che non funzionano. Non interviene su una pessima legge come la Bossi Fini, principale ostacolo all’immigrazione regolare e che di fatto alimenta lavoro nero, sfruttamento e clandestinità. Non interviene per rendere più efficace la legge contro il caporalato, perché ad esempio vorremo sapere quanti sono in Italia i tavoli presso le prefetture per il contrasto al caporalato che funzionano per davvero. Evitino dunque indifferenza ed ipocrisia, servono fatti. Ora.
