Autonomia. De Cristofaro: Consulta fa a pezzi legge Calderoli

La sentenza della Corte Costituzionale sull’Autonomia differenziata depositata oggi, sui ricorsi presentati dalle regioni Puglia, Toscana, Sardegna e Campania, pur non riconoscendo l’incostituzionalità totale della legge Calderoli, ha motivato l’impossibilità di trasferire alle Regioni alcune materie considerate strategiche. La lettura della sentenza conferma la prima impressione: l’Autonomia differenziata è stata fatta a pezzi. L’Italia è una, indivisibile e il Parlamento è sovrano e non spetta al governo decidere su questi temi. Calderoli e Meloni se ne facciano una ragione la legge sull’Autonomia, nata dallo scambio con il premierato, a stento sopravvive e non è possibile nessun ritocco migliorativo. Nello specifico poi la Consulta boccia la legge Calderoli sulle politiche energetiche e ambientali, sul commercio estero e sulle grandi reti di trasporto e navigazione. E in particolare, in materia di istruzione, una delle materie più discusse durante il passaggio parlamentare, la Consulta parla di ‘valenza necessariamente generale ed unitaria’, di ‘sistema nazionale di istruzione’ e di ‘offerta formativa sostanzialmente uniforme sull’intero territorio nazionale’. La scuola non si può regionalizzare, perché l’apprendimento delle ragazze e dei ragazzi deve essere uniforme su tutto il territorio nazionale.

Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.