Il sud è una questione nazionale e l’Autonomia differenziata è un grande sfregio per il Mezzogiorno d’Italia e per l’intero Paese. Sono stato contro la modifica del Titolo V perché ritenevo sbagliata quella riforma come penso sia sbagliato riformare la Costituzione in senso federalista. L’Autonomia differenziata è un’ulteriore accentuazione di quel modello politico sbagliato che farà molti danni. L’Italia già oggi è la terra delle disuguaglianze, al sud c’è un’aspettativa di vita di cinque anni inferiore di quella che c’è al nord. Un Paese totalmente segnato dalla disuguaglianza in cui i cittadini del mezzogiorno per andare a curarsi devono salire su un treno ed andare al nord. Con il passaggio delle competenze sanitarie alle regioni ci ritroveremo venti staterelli con venti sistemi sanitari diversi per prestazioni e cure. Un disastro che va assolutamente fermato. Abbiamo presentato, insieme a Cgil e Uil, associazioni della società civile e forze politiche di opposizione, un referendum abrogativo proprio per evitare lo spacchettamento dell’unità nazionale e della coesione sociale per servizi uguali per tutti su tutto il territorio nazionale. Lo scorso fine settimana è iniziata la mobilitazione popolare nelle piazze delle città italiane per raccogliere le firme contro le disuguaglianze, per una sanità e una scuola pubblica uguale per tutti, più lavoro per tutti, più asili e più servizi per tutti.
Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto del Senato intervenendo alla trasmissione Filo Diretto di Rainews24.
