Mentre in Senato si discute delle pre-intese tra lo Stato e quattro regioni, intese viziate da gigantesche questioni e tutte identiche a spregio dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione, alla Camera la maggioranza tenta di imporre una legge elettorale che viola apertamente la Costituzione italiana. La destra è dall’inizio della legislatura che prova a modificare la Costituzione con un baratto tra le tre forze di maggioranza: l’autonomia differenziata alla Lega, la riforma della magistratura a Forza Italia e il premierato a FdI. Poi è successo che la destra ha perso fragorosamente il referendum sulla magistratura, il premierato si è arenato e la sentenza della Corte Costituzionale ha ricordato che esiste un piccolo principio che si chiama Italia unita. Il baratto è fallito, la destra non molla e cambia strategia. Nella coda della legislatura tentano di riproporre lo scambio in sedicesimo, in piccolo. Lo scambio che rimane è tra pre-intese truffaldine con le quattro regioni del nord, scritte con lo stampino in aperta violazione della Costituzione da una parte e il tentativo, portato avanti alla Camera, di aggirare lo stop al premierato riproponendo il tema dell’indicazione del premier direttamente sulla scheda, aggirando completamente la Costituzione. Con un effetto se possibile ancora più grave. Se la destra vuole cambiare la Costituzione, deve perlomeno fare un referendum, deve dare la parola ai cittadini. Non si può cambiare la Costituzione vigente senza modificarne nemmeno una parola. La destra ci sta provando e noi cercheremo di impedirglielo.
Lo afferma il capogruppo di AVS Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto del Senato.
