La violenza omofobica è ciò che colpisce una persona lgbt+ per il proprio orientamento sessuale indipendentemente da quello che è e che pensa. Il tentativo è sempre lo stesso da anni, provare ad umiliarci e invisibilizzarci. Ma la realtà racconta che le persone lgbt+ non vivono dentro ad un acquario ma nella società e sempre più da protagoniste. Ed allora accade che per contrastare le tue idee non entrano nel merito delle stesse ma ti attaccano sulla tua sfera personale, sui tuoi affetti e sulla tua identità.
Lo afferma Marilena Grassadonia Responsabile Diritti e Libertà di Sinistra Italiana esprimendo solidarietà al consigliere comunale di Torino Emanuele Busconi, vittima di un’ondata di insulti omofobi in questi giorni.
Così come troppo spesso accade – prosegue l’esponente di Avs – anche alle donne appellate con epiteti sessisti. È sempre lo stesso meccanismo perverso che ha molto a che fare con la cultura patriarcale in cui la società è immersa. Se non la pensi come me, provo a distruggerti vomitandoti addosso cattiveria e violenza gratuita per umiliarti e tentare di invisibilizzarti. La notizia è che non ci riusciranno: perché, noi donne e persone lgbt+, saremo sempre più in prima linea a batterci contro ogni forma di violenza patriarcale e omolesbobitransfobica, portando avanti le nostre idee nella società così come nella politica e nelle istituzioni.
Al consigliere comunale Emanuele Busconi di Sinistra Ecologista a Torino, attaccato da una tempesta di commenti omofobi sui social per un post sull’idea di rendere pedonale nei fine settimana via Po del capoluogo piemontese , va il nostro abbraccio più grande solidale e pieno di orgoglio per essere quello che è e per il prezioso lavoro che sta svolgendo in consiglio comunale a Torino sempre – conclude Grassadonia – dalla parte giusta della storia.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 18 novembre 2025
