Antifascismo. Magni (AVS): neofascisti commemorano, antifascisti sanzionati multe contro chi manifesta inaccettabili, interrogazione a Piantedosi

I neofascisti commemorano impunemente i repubblichini di Salò, gli antifascisti che contestano vengono multati. Con il governo Meloni siamo arrivati al paradosso: tollerate le iniziative di chi si richiama al fascismo, punito chi lo contesta pacificamente in nome dei valori della Costituzione. Quanto accaduto a Lecco è inaccettabile. Quaranta tra cittadini e attivisti della Rete Antifascista locale sono stati sanzionati con pesanti multe, da 3 a 10 mila euro, solo per aver manifestato pacificamente contro il raduno, promosso a Lecco nell’aprile scorso da gruppi neofascisti, in memoria di 16 militari della Repubblica Sociale Italiana. Questa è la deriva pericolosa dei decreti sicurezza orientati alla punizione preventiva, alla limitazione del diritto di manifestare e alla neutralizzazione del dissenso attraverso il peso delle sanzioni economiche. Siamo davanti ad un rovesciamento della realtà sempre più evidente. I raduni nostalgici del fascismo continuano a svolgersi regolarmente sotto la protezione delle forze dell’ordine, mentre ad essere colpiti e sanzionati sono i cittadini che li contestano in nome dei valori costituzionali. L’antifascismo trattato come problema di ordine pubblico, e non l’esercizio legittimo di un diritto costituzionalmente garantito. Il diritto di manifestare per difendere i valori della Resistenza contro i nostalgici del ventennio fascista è un pilastro della nostra democrazia e noi intendiamo difenderlo ovunque. Soprattutto in una città come Lecco che ha pagato un alto tributo con 349 partigiani uccisi, centinaia di torturati e oltre 800 deportati nei campi di sterminio. Ho presentato una interrogazione al ministro Piantedosi sulle assurde sanzioni agli antifascisti e sul perché la Questura di Lecco ha autorizzato e scortato il raduno neofascista ignorando l’esplicito orientamento contrario espresso dal Consiglio comunale con l’ordine del giorno del 30 marzo scorso.

 

Lo afferma il senatore di AVS Tino Magni.