Voglio solo dire che credo che siamo tutti e tutti qui stasera in questo cinema per vedere Naza innanzitutto perché amiamo molto la cultura e perché vogliamo difenderne l’autonomia e l’indipendenza.
Questo film prima ancora di vederlo rivela nelle reazioni che ha suscitato quanto la macchina della morte, dello sterminio, del genocidio sia pericolosa non solo per la vita delle persone in carne ed ossa, ma sia pericolosa per la libertà di tutti e tutte.
Lo ha affermato ieri sera nella sala del cinema Adriano di Roma Nicola Fratoianni di Avs intervenendo insieme ad Angelo Bonelli e a Giuseppe Conte, prima dell’inizio della proiezione del docufilm Naza premiato al Festival di Venezia.
E questo perché pianifica freddamente e lucidamente, perché – prosegue il leader rossoverde – cancella persino la possibilità della cultura di raccontare, di reagire e di testimoniare. E allora credo che il senso di questa operazione che abbiamo voluto fare questa sera , assieme con tanti e tante qui – e anche in centinaia di sale cinematografiche da parte della distribuzione del film in queste ore – sia soprattutto questa: ribadire che occorre resistere, resistere alla normalizzazione, perché quello che rischia di essere più pericoloso nella vicenda terribile del genocidio del popolo palestinese è il fatto che si sia trasformata in una macchina pronta a normalizzare le coscienze.
Noi non ci rassegniamo, non ci rassegneremo – conclude Fratoianni – e continueremo per questo con tutti gli strumenti a cominciare da quello potentissimo della cultura a resistere, insieme.
