Regeni. Fratoianni (Avs), le giustificazioni di Tajani ? A questo punto sono doverose le dimissioni. Quello Regeni non è stato un incidente, ma un sequestro, con tortura ed omicidio. Il governo Meloni dimostri di avere la schiena diritta se ci riesce

Ho letto le nuove giustificazioni del ministro degli esteri : l’ennesima toppa peggiore del buco, a questo punto il ministro Tajani dovrebbe soltanto dimettersi. Ma prima ci faccia sapere cosa intende fare l’Italia perché la sentenza sul sequestro di  Giulio Regeni sia eseguita. Il governo Meloni deve pretendere innanzitutto dalle autorità egiziane che i 3 condannati siano consegnati al nostro Paese.

Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti in piazza Montecitorio dopo le nuove affermazioni del ministro degli esteri.
E poi il governo italiano – prosegue il leader rossoverde – deve pretendere che il risarcimento sia erogato, anche perché quel risarcimento va alla famiglia di Regeni, ma va anche al nostro Paese che si è costituito in sede civile e dovrebbe quindi per primo esigere che quel risarcimento venga effettivamente erogato.
 Ho chiesto ieri sera nell’Aula di Montecitorio un’informativa al governo perché ci dicano come intendono farlo, con quali tempi e con quali modalità.  Ma abbiamo visto  che le parole che il ministro ha pronunciato subito dopo e anche oggi di nuovo cercando di mettere una toppa davvero imbarazzante sono sconcertanti e offensivie.
Un pensiero di riconoscenza va alla famiglia Regeni  dopo 10 anni di un dolore indicibile,  di depistaggi, di rifiuto di collaborazione del Cairo e  di incerta iniziativa anche delle nostre Istituzioni.
Le parole della famiglia dopo la sentenza sono sono anche le mie parole e non potrebbe essere diversamente: con  questa sentenza si mette un punto. Ma non si mette un punto sulla natura del regime egiziano che il nostro governo ha cercato di normalizzare anche recentemente con viaggio di Tajani che ha annunciato  in pompa magna – conclude Fratoianni  – la normalizzazione dei rapporti con l’ Egitto. Quel viaggio è stato accompagnato da parole inaccettabili che dichiaravano ‘chiuso l’incidente Regeni’:  quello di Regeni non è stato un incidente, non fu un incidente,  fu un sequestro come è stato accertato fatto di torture e poi di omicidio e questo resta.