10 anni fa dissi, a pochi mesi dalla scomparsa di Giulio Regeni, il 25 gennaio e dal ritrovamento del suo corpo martoriato il 3 febbraio, che Giulio aveva subito il male quello fisico, terribile e mortale.
E aggiunsi che i suoi cari avrebbero subito il male, quello morale, devastante per una giustizia che non arrivava.
In questo 10 anni hanno infatti visto depistaggi, menzogne, ritardi da parte delle autorità egiziane per salvare i responsabili del sequestro e dell’omicidio.
Oggi, finalmente anche se con anni di ritardo, c’è una sentenza che condanna alcuni dei responsabili. Un ringraziamento di cuore va quindi alla famiglia Regeni, all’avvocata Ballerini, agli inquirenti e ai magistrati che non si sono mai rassegnati.
Ora ci sono più scuse, non ci possono essere più ipocrisie o balbettii da parte del governo italiano.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs.
Tajani qualche giorno fa è stato al Cairo per rafforzare i rapporti con i regime di Al Sisi. Ora Tajani – conclude il leader rossoverde – torni al Cairo e si faccia consegnare i responsabili del sequestro, ed esiga quella collaborazione con i nostri magistrati che per 10 anni è mancata. E nel caso continuasse l’insopportabile muro di gomma, il governo Meloni assuma tutte le iniziative perché il nostro Paese con quel regime non può continuare ad avere rapporti amichevoli.
