Ogni anno leggiamo la stessa velina: ’25 milioni non pagano l’Irpef’, ma bisogna guardare bene i dati. Il 47% del Paese dichiara meno di 20 mila euro lordi. Il 70% sta sotto i 29 mila, ma non perché non paghi le tasse, perché non ha i soldi per vivere. Paga il 5% dell’Irpef perché ha salari da fame. Questa è la foto del disastro salariale italiano, non del parassitismo. L’altra metà della foto non si può vedere, perché sono esclusi i redditi da capitale tassati con regimi di favore e quelli in flat tax. In questi dati ci sono solo dipendenti e pensionati. L’84% del reddito dichiarato viene da chi non può evadere un euro perché glielo trattiene il sostituto d’imposta.
Lo dichiara il vicecapogruppo di Avs alla Camera, Marco Grimaldi.
I ricchi veri non ci sono – prosegue il deputato rossoverde – sono in cedolare secca, al 26% su rendite e dividendi, in flat tax al 15%, all’estero. Vivono di stock option ed elusione fiscale. Di patrimoni non tassati, paradisi fiscali e doppio passaporto per loro e i loro affari. Globalismo e Made in Italy solo per sfruttare meglio il nostro Paese, parco giochi dei ricchi. I 58 mila che dichiarano oltre 300 mila euro, lo 0,1%, pagano da soli più Irpef di 27 milioni di persone messe insieme. Non perché siano tartassati – ricordiamoci che sopra i 50.000 euro abbiamo oggi una sostanziale flat tax – ma perché gli altri ricchi sono scomparsi dalla dichiarazione. Sono 90 miliardi di evasione totale l’anno, conclude Grimaldi.
Lo rende noto l’ufficio stampa – Roma, 25 settembre 2026
