Bollo. Fratoianni (Avs), Meloni ha aperto la campagna elettorale. Da quando c’è il governo della destra sulla vera emergenza sociale cioè gli stipendi insufficienti non hanno fatto nulla. Mentre il fisco è sempre più iniquo e pagano solo le classi più deboli, ceto medio e popolare.

Innanzitutto Meloni ha aperto la campagna elettorale e questo mi pare un dato piuttosto evidente,  l’ha aperta però con il solito schema:  quello della misura spot che non incide sulla vita reale delle persone. In  questo Paese da quando Meloni è al governo gli stipendi degli italiani hanno aperto il 7 o l’8% % del potere d’acquisto, e questo significa che è una persona che guadagna 20mila euro in un anno mediamente ha perso 100/120 € al mese. E  la misura del bollo porterà un beneficio che sta intorno ai 15/16 € al mese per chi ne può usufruire.  Dico questo non per dire che c’è sempre qualcosa di meglio da fare, ma per dire che o interveniamo strutturalmente sul problema del Paese –  che sono i salari fermi e l’inflazione che continua a crescere, e su questo non c’è lo straccio in un’iniziativa – oppure ogni misura risulterà alla fine una misura spot, magari buona per una campagna elettorale, ma inefficace per cambiare la vita quotidiana delle persone.

Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs dai microfoni de La7 nel corso de L’Aria che Tira.
E qualora dovesse governare il centro-sinistra, – prosegue il leader rossoverde – cosa che mi auguro, faremo una legge per alzare gli stipendi e agganciarli all’inflazione per esempio ricostruendo un meccanismo di indicizzazione automatico che è la vera risposta.  In questi decenni gli stipendi sono fermi al palo e l’Italia è il peggior paese d’Europa da questo punto di vista , negli ultimi trent’anni tutti gli indicatori ci dicono che gli stipendi restano fermi o addirittura vanno indietro rispetto alla loro capacità di influire su un potere d’acquisto mentre l’inflazione cresce.
Allora – conclude Fratoianni – bisogna prendere il toro per le corna  sugli stipendi e intervenendo sul carattere redistributivo e progressivo del fisco, perché in Italia è iniquo non è normale.