Signora Presidente della Camera, vorrei innanzitutto ringraziarla per per le parole che ha scelto di pronunciare in occasione di questo ricordo di Fabio Muss – ne verranno altri più ampi e con più spazio per ricostruire una figura che è impossibile racchiudere nel tempo breve che oggi ci è concesso – Fabio Mussi è stato un gigante della politica italiana e della sinistra italiana, lo è stato per la sua carriera lunga e articolata lei, lo è stato innanzitutto per la sua capacità di attraversare questa storia, la sua storia, una grande storia collettiva con la curiosità di un’intelligenza capace di nutrirsi della cultura come di un fatto vivo.
Fabio era una persona coltissima e da buon toscano sapeva maneggiare la cultura con quel piglio tagliente, privo di retorica inutile e in grado di arrivare sempre subito al cuore dei problemi una cultura vastissima, quella di un intellettuale con la I maiuscola, di un intellettuale e di un politico capace di tenere insieme cultura, scienza, ricerca, studio e ansia di trasformazione questo mondo.
Per Fabio la cultura è sempre stata una ricerca, mi ha sempre colpito nel mio rapporto con lui, il modo con cui senza pace cercava e cercava.
Il bisogno di studiare, di occuparsi del futuro: fu questo il suo tratto uno dei suoi tratti più importanti, anche nella fase più importante della sua vicenda politica dentro il Partito Comunista Italiano , Fabio Mussi fu nel partito comunista italiano tra coloro, forse uno di quelli che con più determinazione aveva capito prima di molti altri, quando quel partito era ancora bloccato dentro una logica industrialista legata alla questione operaia con una malcelata relazione tra queste due dimensioni, fu tra i primi a capire la centralità della questione ambientale e della questione ecologica.
Fu tra i primi a condurre in quel partito una battaglia sul tema dell’energia nucleare e sulla necessità di mettere queste questioni al centro di una ricerca in grado per questa via, anche per questa via di dare continuità profondità a quella vicenda politica a quella storia e alla potenza di trasformazione che quella storia portava con sé .
Fabio non l’ha mai persa questa capacità, ho avuto modo di dirlo e mi piace ripeterlo anche qui oggi, mi telefonava spesso e mi viene quasi da sorridere raccontandolo non ti diceva nemmeno ciao quando alzavi la cornetta e non era un gesto sgarbato In quella scelta, quella che andava dritta al cuore del problema cominciava a fluire le parole come una mitraglia una dietro l’altra affrontava la questione del giorno. Mi sono chiesto in questi giorni di fronte agli allarmi sull’intelligenza artificiale sul rischio che con la tecnologia possa sfuggire di mano, sterminare persino tutta l’umanità nel giro di pochi mesi di pochi anni mi sono immaginato Fabio che mi telefonava e che mi travolgeva dall’urgenza di una risposta politica a questi grandi temi.
Una risposta mai orientata a rifiutare l’innovazione futuro la ricerca, ma governarla politicamente nel segno dell’interesse generale della tutela del bene del bene comune ecco lui non aveva fronzoli non li aveva perché sentiva il bisogno l’urgenza di arrivare al punto.
Ha sempre fatto così, lo ha fatto con tutti e tutte noi quando aprì il nostro congresso fondativo ormai quasi 10 anni fa, quello in cui io diventai segretario anche grazie anche e soprattutto grazie al suo contributo al suo aiuto ai suoi consigli disse queste parole disse : “qui oggi in questa sala si ritrovano uomini e donne che in questi anni anche a partire da storie diverse hanno tenuto un punto fermo, quello di uno sguardo di sinistra sull’Italia e sul mondo, quello di uno sguardo che ha bisogno di cercare una via e una soluzione”
Ecco lo voglio dire, noi oggi, questo Paese, perde una straordinaria intelligenza. uno straordinario contributo. Noi ed io perdiamo anche un amico, una persona dolce, una persona importante e a lui vorrei dire che quel punto fermo continueremo a tenerlo. E per questo abbraccio con tutti noi Luan, Valentina Gaia i suoi nipoti e le sue nipoti amatissime E vorrei dire che i suoi compagni e le sue compagne lo salutano da questi banchi.
