Il governo più longevo vuole cambiare la legge elettorale in nome della governabilità. Un paradosso, perché per la destra il problema non è la governabilità, ma la permanenza al potere. Stanno approvando una legge che garantisce attraverso l’abnorme premio di maggioranza numeri schiaccianti che alterano i delicati equilibri istituzionali sanciti dalla Carta, e con l’indicazione del Premier inseriscono un premierato di fatto, una sorta di capocrazia contraria alla Costituzione. Ma gli italiani con la legge elettorale non arrivano alla fine del mese e aspettano risposte dal governo sul costo della vita ormai insostenibile, su come abbassare i prezzi dei carburanti e dell’energia. Ma, soprattutto, sui salari e sulla precarietà dei giovani. Il paese è in sofferenza, decine di crisi occupazionali rischiano di lasciare migliaia di lavoratori senza lavoro, le famiglie fanno i conti con il caro scuola e con costi sempre più difficili da sostenere, per non parlare di stipendi da fame erosi da una inflazione galoppante e da prezzi sempre più alti. Queste sono le priorità degli italiani, non la legge elettorale.
Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni
