Il governo promette una valorizzazione per chi lavora nella protezione civile con tutele e protezioni adeguate. Peccato che lo fa senza risorse aggiuntive. Ennesimo slogan della destra sulla pelle di lavoratrici e lavoratori che intervengono nelle emergenze, mettendo a rischio la propria sicurezza per proteggere quella di tutti e che meritano il giusto riconoscimento. Nuove indennità senza soldi significa che il governo dovrà poi reperirle, magari togliendo risorse ad altri lavoratori. Una scelta sbagliata e ingiusta che, invece di investire sul pubblico impiego, mette lavoratori contro altri lavoratori. Se il governo ritiene strategico il ruolo della protezione civile, bisogna avere il coraggio politico di finanziarla. Ma così non è stato. Il governo interviene anche su materie che dovrebbero essere affidate alla contrattazione collettiva, indebolendone il ruolo, e lasciando aperti troppi interrogativi sull’organizzazione del servizio e sulla platea dei destinatari. Siamo davanti ad una contraddizione politica della destra: le emergenze climatiche e ambientali richiedono un sistema nazionale sempre più forte e coordinato ma il Governo continua con l’autonomia differenziata, che rischia di aumentare la frammentazione anche in un settore delicato come la protezione civile. La sicurezza delle persone non può dipendere dalla Regione in cui vivono. Riconosciamo l’esigenza di valorizzare il personale della protezione civile, ma queste norme sono incomplete, finanziariamente deboli e incapaci di dare risposte strutturali.
Lo afferma il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra al Senato, Peppe De Cristofaro, intervenendo in Aula sul disegno di legge relativo al personale della protezione civile.
